Restauro del chiostro del Capitolo del Monastero di San Giovanni Evangelista – 3 Ottobre 2025

In occasione delle celebrazioni per il centenario si è tenuta il giorno 3 ottobre 2025 la presentazione del restauro delle colonne del chiostro del Capitolo del complesso monumentale di San Giovanni.

Il   relativo taglio di nastro è avvenuto da parte della nostra presidente Prof.ssa Sara RAINIERI affiancata dal Governatore del Distretto 2072 Guido Giuseppe ABATE e dal nostro socio Arch. Alberto BORDI past-president nell’annata rotariana 2024-2025.

Il complesso monumentale di San Giovanni Evangelista rappresenta uno dei nuclei religiosi e artistici più significativi della città di Parma. La sua storia affonda le radici nel medioevo: già nel X secolo esisteva una comunità benedettina, e dopo un incendio avvenuto nel 1004 la chiesa fu ricostruita, dando avvio a un importante centro monastico.

Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento il complesso assunse l’aspetto rinascimentale che oggi lo caratterizza. Tra il 1490 e il 1519 venne edificata l’attuale chiesa, con forme armoniose e classiche, mentre agli inizi del Seicento Giovanni Battista Magnani realizzò il campanile, uno degli elementi più riconoscibili dell’abbazia. In questo periodo operano nel complesso alcuni dei maggiori artisti del Rinascimento emiliano: Correggio, autore della celebre cupola con la Visione di San Giovanni a Patmos (1520–1524), e Parmigianino, che affresca cappelle e ambienti monastici, contribuendo a definire l’alto valore pittorico del luogo.

Il monastero benedettino si sviluppa attorno a tre chiostri. I primi ad essere costruiti furono il chiostro della Porta o di San Giovanni e quello del Capitolo (1490-1500), che sono divisi dall’edificio che ospita al primo piano la celebre biblioteca costruita per volere dell’abate Stefano Cattaneo da Novara. La struttura dei due chiostri forma un complesso organico, adatto alla funzione di percorso processionale, scandito da un raffinato apparato decorativo, di cui si scorgono le tracce nel primo chiostro. Questo è caratterizzato da eleganti capitelli ionici mentre per il chiostro del Capitolo si dovettero riutilizzare colonne e capitelli a crochet in breccia di Verona del precedente edificio.

Per questo motivo il chiostro del Capitolo si presentava in condizioni di conservazione più critiche non solo rispetto al chiostro della Porta ma anche rispetto al terzo e più grande chiostro di San Benedetto (1508-1512).

Da qui l’idea del restauro, da eseguirsi in linea con l’interesse del club alla tutela e valorizzazione dei beni culturali della città a beneficio dell’intera comunità e per di più nel luogo delle celebrazioni del centenario.

Il progetto, preparato e seguito in cantiere dallo studio Bordi Rossi Zarotti, è stato affidato per la sua realizzazione  alla ditta Archè di Parma.

Iniziato nei primi giorni dell’estate, il cantiere si è sviluppato nell’arco di tre mesi nei quali le operazioni di pulitura prima e di consolidamento e restauro poi, sono state portate a termine riportando alla luce il reale colore delle colonne in marmo rosa.

Prima dell’intervento, il colore nero che copriva le colonne, impediva di percepire l’originaria composizione architettonica del chiostro formata sia dalle colonne in marmo che da quelle rosa affrescate sulle pareti perimetrali, che estendevano otticamente la dimensione del chiostro raddoppiandone i percorsi.

L’intervento di restauro non si è quindi limitato alla semplice pulitura ma ha anche restituito un’immagine architettonica del chiostro, oggi chiara e luminosa, che si era persa nel corso degli anni.

L’inaugurazione è stata ulteriormente valorizzata da una suggestiva illuminazione, curata dall’Arch. Susanna Mazzoni con il supporto di Davide Groppi S.r.l., che ha realizzato l’allestimento illuminotecnico del Chiostro di San Giovanni Evangelista.

 

Il Service è stato reso possibile grazie al contributo determinante di Crédit Agricole Italia, che fin dall’inizio ha riconosciuto il valore culturale e comunitario dell’intervento, sostenendolo con grande sensibilità.

Un ruolo importante è stato svolto anche dai nostri club gemellati, Rotary Club di Monaco e Rotary Club di Parigi, che hanno voluto condividere con noi questo significativo progetto.

A completare questo impegno corale, numerosi Soci hanno contribuito personalmente, confermando ancora una volta la straordinaria capacità del nostro Club di fare squadra attorno a iniziative che valorizzano la Città e celebrano il nostro centenario.

Un impegno che affonda le radici nella storia della nostra Città e che vede il Rotary ancora una volta attento custode del suo patrimonio culturale, consapevole che la valorizzazione della memoria collettiva rappresenta il fondamento su cui costruire il futuro della comunità.

Visualizza le immagini della inaugurazione

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